Grazia Perché non puoi aspettare

Ai bambini non si può raccontare la FAVOLA della mamma che va dal chirurgo estetico

Scritto da Anselma Dell'Olio 12/8/2008

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La notizia di una nuova èra nell’eterno rapporto mammabambino è arrivata in Italia pochi giorni fa, in un servizio della Stampa di Torino. My Beautiful Mommy (cioè “La mia bella mamminaâ€) sembra un innocuo libro illustrato per bambini, con bimbi alla Disney, mamma-Barbie e perfino un supereroe.

Ma il libro è scritto da un chirurgo plastico e lo scopo della similfiaba è di preparare i bambini, dai quattro ai sette anni, a un film dell’orrore: la propria genitrice fasciata, dolorante e pesta dopo un’operazione per rimodellare pancia, tette e naso (qualcuna ci aggiunge pure la liposuzione, olé!).

Illustrato da Vic Guiza (che ha disegnato per la Disney), il fumetto spiega perché la mamma va dal medico, per rassicurare i piccoli che non è malata (almeno non fisicamente). Per fortuna, non c’è alcun tentativo di entrare nei dettagli degli interventi. Altrimenti il libro finirebbe per essere più veritiero e, dunque, un horror molto splatter, altro che favoletta. Nella parte del supereroe, con muscoli bionici e una folta capigliatura tipo Superman, troviamo il chirurgo plastico autore del libro, il dottor Michael Salzhauer.

Ma cominciamo dalla copertina. Su uno sfondo in varie tonalità del rosa, una bambina estasiata (braccia aperte in segno di meraviglia, occhi sgranati come di fronte a un albero di Natale e un sorriso ebete da orecchio a orecchio) rimira la mamma neo Barbie, circondata da stelle cadenti e illuminata da un occhio di bue, come una diva sul palcoscenico. La mammina rifatta ha i capelli lunghi e ondulati da fatalona ed è di rosa vestita dalla testa ai piedi: golfino e pantaloni fascianti, sorriso soddisfatto e linguaggio del corpo parecchio compiaciuto. Esibisce con orgoglio le sue zinne erette in rigor mortis, il nasino all’insù e la pancia a tagliere.

L’idea è ispirata a una storia vera. Tutto è nato quando Gabriela Acosta - una donna di 29 anni che, durante la seconda gravidanza è ingrassata 30 chili - dopo il dimagrimento si è ritrovata la pancia pendente e raggrinzita. Persino il figlioletto se ne accorge e le chiede se sia «rimasta troppo a lungo nella vasca». Poiché la Acosta abita a Bal Harbour, la ridente cittadina della Florida dove esercita il fantasioso Salzhauer, è andata a trovarlo e lui le ha suggerito una “Mommy Makeoverâ€, slogan di marketing che significa “rifacimento della mammaâ€. Come nel fumetto, la signora Acosta spiega al figlio che, con tutta quella pelle in più, non entrava nei vestiti, e il dottor Michael l’aiuterà a sentirsi «più bella di prima».  Per il naso è più complicato, visto che non può dare la “colpa†alla gravidanza. Infatti, nel libro, la bimba immagina la mamma con un naso a patata e uno a pinocchio, nella sua confusione. Ma poi, alla fine, se ne convince perché mammina la rassicura: «Il naso sarà diverso ma più bello, tesoro!». Le tette sono un incubo da giustificare e, inevitabilmente, il dottor Michael glissa sul tema.

Se proprio si vogliono rifare, le mamme almeno non coinvolgano i figli, per favore. «La mamma si prende una vacanza», è più che sufficiente, prima di spedirli dai nonni. Si risparmierebbe, soprattutto alle bambine, la lezione che la perfezione è di questa terra. E che i difetti sono sciagure da eliminare col bisturi. Così, invece di dare ai figli la stima di sé, si eleva il «Non mi accetto!» a filosofia di vita. Complimenti.

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