Bolzano: polemiche e denunce per il cervo ucciso in città

E’ notizia di pochi giorni fa la “scorribanda” di un cervo nella città di Bolzano: questo grande, ma innocuo, animale, forse a causa di un forte temporale, forse per una ferita dolorante si è spinto fino in città dove, dopo aver seminato il panico, è stato prima intrappolato e poi ucciso: le polemiche, ovviamente, non mancano!
Dopo aver ferito lievemente due persone e “razziato” due negozi di abbigliamento nei quali sarebbe entrato più spaesato che per voglia di “commettere guai”, il cervo infatti è stato intrappolato alla fine di un vicolo cieco dove, senza pensarci più di tanto, è stato abbattuto con tre colpi di fucile.
Le associazioni animaliste, la gente comune e molti sindaci dei paesi vicini si dicono indignati dal trattamento riservato al cervo che “nel momento dell’uccisione era inerme, stordito e impossibilitato a procurare ulteriore allarme”. Se infatti, durante la discesa a valle dell’animale il panico si è sparso repentino e il pericolo era reale, quando l’animale è stato messo spalle al muro la situazione era totalmente sotto controllo e altri provvedimenti nei suoi confornti potevano essere presi: una cattura con reti apposite, un suo addormentamento grazie a fucili narcotizzanti e altre ipotesi, che avrebbero potuto salvare lo spaventato cervo dalla fine, oggettivamente poco “umana”, che gli è capitata.
La polemiche su questa uccisione, a detta di molti gratuita e inutile, continuano e, effettivamente, ci si chiede se la situazione potesse essere gestita meglio di come è avvenuto e se il cervo potesse essere salvato e riportato al suo habitat naturale.









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Commenti (1)
Certo che si sarebbe potuto salvare!
Ma il fatto di essersi trovato di fronte uno di quei sub-umani che si definiscono “cacciatori” (come se vivessimo ancora all’epoca dell’uomo di Neanderthal…) ha segnato il destino del povero animale.
Quando qualcuno vieterà a questi trogloditi di sparare a tutto quello che si muove sarà sempre troppo tardi.