E ora, vi parlo un po’ di me
Scritto da Guy 2/10/2008
Che vada di moda parlare di sé ce ne siamo accorti da un bel po’. E mica solo nei blog personali… Tanto che a volte ci si annoia. Se però a farlo è un personaggio come Richard Ford, il discorso è diverso.
Considero Richard Ford, classe 1944, uno dei top writer USA del nostro tempo. Al pari di De Lillo, McCarthy, Pynchon (di cui, btw, si dice sia Salinger sotto falso nome), Roth, Carver.
Lo Stato delle Cose è l’ultimo capitolo della trilogia di Frank Bascombe, già protagonista di Sportswriter e Il giorno dell’Indipendenza. Frank ora (siamo nel 2000) ha cinquantacinque anni, fa l’agente immobiliare e abita nell’immaginaria Sea-Clift, una cittadina costiera su quella lingua di terra che separa il New Jersey dall’Oceano Atlantico. Come nel caso dei romanzi precedenti, anche The Lay of the Land (letteralmente qualcosa come “l’aspetto del postoâ€) narra di tre giorni di riflessioni sulla vita di Frank, in occasione della festa del Ringraziamento. Riflessioni su di sé, considerazioni, ricordi anche di grandi e piccoli eventi che costringono Frank a fare un bilancio onesto e spietato della sua vita e del suo percorso.
Ora, se il romanzo è davvero più leggibile e facile da seguire, ad esempio, di Underworld di De Lillo, è però vero che la trama e gli eventi non hanno di per sé poi molta importanza. Come in De Lillo, ciò che conta sono lo stile, la maestria di scrittura. E le sensazioni. Ognuno di noi ha visto prima o poi la terra in quel modo, ha sentito quei profumi, spalancato gli occhi su quelle luci …
E lo capisci subito, da quel prologo intitolato “Sei pronto ad incontrare il Creatore?†La sottile, disincantata ironia, quel velo di cinismo - mai totalmente distruttivo, però – l’attenzione per i dettagli, le descrizioni, i luoghi, la natura. La trilogia di Bascombe è la nuova poesia americana e Ford è un Robert Frost della narrativa, un creatore di immagini, di posti, di scorci, come quelli che ognuno di noi vorrebbe tracciare con l’obiettivo della propria digitale. Lo Stato delle Cose è già stato definito un capolavoro. Difficile dissentire. Se non volete affrontare tutti e tre i volumi, almeno non lasciatevi scappare questo: dentro c’è un po’ di tutti noi, qualcosa di tutte le nostre vite, intense, futili, magiche, imperfette, illusorie, spietatamente concrete.




















Arnoldo Mondadori Editore S.p.A.
limone
E pensa che pensavo che fosse un post autobiografico! :)
Ottobre 2nd, 2008 @ 17:42
utopia
anche io limo! mi stavo già affilando le unghie….
somma delusione!!
Ottobre 2nd, 2008 @ 17:51
Guy
Ah, ah…mi spiace…
Ho scritto anche io un paio di romanzi, in realtà .
Se davvero pensassi che ve ne possa fregare qualcosa, ve ne parlerei anche.
Se non altro per andare controcorrente.
In fondo non l’ho mai pubblicati, e quantomeno nessuna di voi penserebbe che sono qui ad intrattenervi giusto per far loro pubblicità .
Preferisco però, in assoluto, parlarvi di quelli che ho letto.
Per i miei, quindi, dovrete aspettare.
Ottobre 3rd, 2008 @ 14:32
cktc
Dai petit Guy parlaci tu di amore, di sentimenti, che quelli tuoi post in passato erano dei successoni ;)
(bentornato! ci sei mancato, so che non è reciproco ma il tuo pepe manca al blog!!!)
ps: manca una foto per illustrare le tue letture. La copertina di “Lo stato delle cose” è un po’ all’acqua di rosa e non mi fa venire voglia di leggerlo
—
“Frank ha scoperto di avere un tumore alla prostata, ha litigato duramente con il figlio Paul, la figlia Clarissa ha deciso di provare a essere eterosessuale e, per complicare ulteriormente le cose Ann, la ex moglie, gli ha confessato di amarlo ancora e di voler tornare a vivere con lui”… Eh beh!!!!
Ottobre 3rd, 2008 @ 14:37
kaitlin
I romanzi che scegli, parlano già di te.
Ottobre 3rd, 2008 @ 14:56
Guy
La copertina invece è molto bella, peccato che Succo non l’abbia messa.
Kait, non ho capito se è un complimento…
Ottobre 3rd, 2008 @ 16:37
utopia
“se il romanzo è davvero più leggibile e facile da seguire, ad esempio, di Underworld di De Lillo, è però vero che la trama e gli eventi non hanno di per sé poi molta importanza”
tutto fumo e niente arrosto, insomma.
-
deduco che la risposta alla tua domanda, guy, sia:
no!
Ottobre 3rd, 2008 @ 18:07
kaitlin
Era una constatazione. Volevo semplicemente dire che se anche non hai parlato direttamente di te, proponendoci un libro in parte lo hai fatto.
Ottobre 3rd, 2008 @ 18:43
Guy
Acc, mai un complimento… : (
Ottobre 3rd, 2008 @ 18:55
cktc
Hai ragione, messa cosi’ (complimenti per averla inserita, slurp! :), la copertina è bella e non sembra più à l’eau de rose (io ci vedevo una cosa tipo il soap Santa Barbara, è per dire come sono presbite ormai! ;)
Vedi che i complimenti vengono, anche se non delle persone sognate ;)
Ottobre 3rd, 2008 @ 19:13
utopia
pensa che io invece avevo scritto questo commento (misteriosamente mai comparso):
leggo ora che il no invece risiedeva altrove..ma sempre di un no si tratta..
Ottobre 3rd, 2008 @ 19:19
utopia
inizio a pensare che guy banni i miei commenti…uff….
Ottobre 3rd, 2008 @ 19:22
Guy
Tesoro, sarà l’età , ma sai che non ho capito niente?
Ottobre 6th, 2008 @ 19:38
utopia
ho postato tre volte lo stesso commento e l’unica volta che è comparso, ne manca un bel pezzo.
I tuoi post saranno incompatibili con i miei interventi?
Chi può dirlo..
Ottobre 6th, 2008 @ 20:10
Guy
Mi auguro di no…con quelle labbra… ; )
Ottobre 7th, 2008 @ 13:02